Continua l’opposizione alla riforma Moratti: dichiariamo la nostra

INDISPONIBILITA’ A SVOLGERE

LA FUNZIONE DI TUTOR

 

L’introduzione della figura del tutor (artt 7 e 10 D.Lvo n.59/04; punti 2.4 e 3.4 Cm. n.29 del 5 marzo ‘04) costituisce, sia dal punto di vista didattico che organizzativo, uno dei cardini più importanti su cui poggia il nuovo modello di scuola proposto dalla Riforma. Al docente-tutor vengono affidati gli alunni di cui deve predisporre, con la collaborazione delle famiglie, il percorso di studi personalizzato. Al tutor viene affidata “la cura del rapporto con le famiglie” e 1’ “orientamento nella scelta delle attività opzionali”. Al tutor spetterà anche la cura della documentazione del percorso formativo, cioè la raccolta delle valutazioni e delle prove “significative” che ogni docente, compresi i titolari dei progetti opzionali, dovrà consegnare per la compilazione del portfolio. Il tutor dovrà infine coordinare le attività didattiche ed educative.

 

Si tratta quindi di una figura chiave dal punto di vista organizzativo, che dovrà permettere di gestire la frammentazione del tempo-scuola e l’aumento delle discipline di studio introdotte dalla riforma assumendo il ruolo che fino ad ora competeva al Consiglio di classe

La Classe e il Consiglio di classe non saranno più il fondamento didattico organizzativo della scuola. La divisione del curriculum obbligatorio da quello opzionale e l’introduzione dei piani di studio personalizzati sovvertono di fatto il modello collegiale e pluralistico esistente a vantaggio di un modello individualistico. Scompare insomma quello sfondo sociale, quella collettività, rispetto alla quale venivano pensati e discussi i percorsi didattico-educativi specifici di ciascun alunno.

 

Il tutor non sarà dunque un insegnante come gli altri e non avrà lo stesso ruolo dell’attuale coordinatore che opera in funzione del Consiglio di classe e della collegialità e quindi su un terreno di parità con i colleghi. Il tutor risponde piuttosto all’esigenza di limitare le competenze del Consiglio di classe e, in definitiva, di sostituirlo in quanto inadeguato al nuovo modello di scuola “personalizzata”.

L’istituzione del tutor è attualmente in contraddizione con lo stato giuridico degli insegnanti che, sia sul fronte legislativo (DLvo 297/94 art.395) che su quello contrattuale (CCNL 2002-2005 artt 24- 25), indica la funzione docente come unica. Gli insegnanti hanno tutti pari compiti e pari responsabilità, ad esempio nella cura del rapporto con i genitori degli alunni. Il tutor insomma espropria il resto dei docenti di un diritto/dovere fondante della funzione docente riducendoli al rango di collaboratori

L’istituzione del tutor minaccia dunque di distruggere la collegialità e di introdurre isolamento, gerarchie, frammentazione e deresponsabilizzazione tra gli insegnanti.

Per questo è importante lanciare un segnale di dissenso radicale:

 

DICHIARIAMO LA NOSTRA INDISPONIBILITA’ AD ACCETTARE LA FUNZIONE DI DOCENTE-TUTOR

Nome e cognome

Firma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A cura del gruppo di lavoro sulla scuola media dei Cobas – Comitati di Base della Scuola - Bologna