I PERSONAGGI IN PILLOLE
La Preside (nel
rapporto segreto indirizzato all’Ufficio disciplina del CSA - 11.03.2005)
Furente perché il suo atto illiberale non è rimasto chiuso tra i muri della “sua” scuola, rovescia la parte lesa in accusato e muove i suoi capi d’”accusa”:
“Diffamazione dell’Istituto Russell tramite divulgazione via e-mail
degli scritti “Cara Giuliana” e “Sgrena sequestrata al Russell”,
“Diffusione a mezzo internet dell’articolo “Iraq a scuola: quando la
pace è ostaggio del preside”.
Invita a serie sanzioni che insegnino come
si sta a scuola: “…La sottoscritta
ritiene che il semplice richiamo scritto non sia idoneo a sanzionare i
comportamenti sopra esposti.”
Non sicura che ciò sia sufficiente, ipotizza una mancata compilazione di moduli…e, sulle fotocopie con la foto di Giuliana Sgrena, afferma perentoria: “…tali fotocopie erano state prodotte con l’utilizzo della fotocopiatrice della scuola…(!!!) il prof. Tristano aveva omesso di compilare l’apposito tagliando…” (!!!) (tale “accusa” cadrà presto nel nulla). Infine, fornisce la più incomparabile “giustificazione” di sé al riguardo di ciò che è stato causa primaria di tutta la vicenda: “…il materiale rimosso non è stato considerato materiale didattico…la contemporaneità lascia dubbi circa l’elaborato didattico in fieri...” (!!!).
Più tardi assisterà all’improvviso alle lezioni del prof. Tristano
(sulle quali però, guarda caso, non potrà obiettare nulla…) mettendo anche a
disagio gli studenti ormai in fase di valutazioni di fine anno scolastico.
Ancora lei (sempre
all’Ufficio disciplina del CSA, ma il 18.06.2005):
Fa diventare un capo d’accusa l’esposizione della prima interrogazione parlamentare (più
recentemente ve n’è stata un’altra avanzata da altri): “…il
prof. Tristano ha affisso in bacheca sindacale e in sala professori…il testo di
un’interpellanza parlamentare…” (!?), “…tali documenti vengono sottoposti
all’attenzione di codesto Ufficio affinché siano tenuti in debita considerazione…” (!!!)
L’Ispettore
Per il personaggio dell’Ispettore
preferiamo rinviare alle interessanti citazioni presenti nell’articolo di Luca
Fazio (su Il Manifesto del 21 novembre, qui allegato), cui aggiungeremo
solo un paio dei tanti passaggi degni
d’interesse: quando cioè, nel riferirsi al prof. Tristano, parla di una “…impugnativa
polemica… di atti e circostanze
consuetudinarie della vita scolastica…” .
Curioso, e preoccupante, che si definisca consuetudinario un atto lesivo della dignità professionale di un docente.
Atto unilaterale. E pubblico.
Ciò che per la sig.ra preside aveva almeno costituito motivo di preoccupata “giustificazione” riguardo all’incauta rimozione dei materiali prodotti da studenti e docente, è, nella relazione di tale Ispettore, appena ricordato e subito… bellamente dimenticato.
Dunque, sono così accolte le tesi della preside.
Certo, “…duole la conclusione…, …a superamento di ogni scrupolo residuale…”,
di una “inderogabilità di un processo
disciplinare…, …perché rappresenta
una sconfitta della ragionevolezza e della disponibilità a fare spazio, nella
dialettica scolastica, senza
prevaricazioni, al democratico dissenso democraticamente espresso, ma è
di conforto la consapevolezza che è
stato dato fondo senza risparmio ad ogni risorsa di equanime lettura…………….
In altre parole Gianni Tristano
non ha fatto abiura, quindi...
Il Dirigente Superiore
Si capisce subito di trovarsi di fronte ad un’altra variabile del linguaggio burocratico-amministrativo quando si leggono i testi della “Contestazione degli addebiti” o del “Decreto” sanzionatorio (l’una notificata sei mesi dopo i fatti, l’altro venti).
Si tratta del genere bastone più che di carota. Ci vuole professionalità.
Così il Dirigente Superiore presenta i capi d’”accusa”:
1. Iniziative arbitrarie e inopportune per divulgazione di scritti denigratori
e offensivi nei riguardi dell’Istituzione scolastica
2. Atteggiamenti lesivi della dignità del dirigente scolastico virgola
per toni diffamatori e polemici
3. Utilizzo di beni scolastici virgola senza autorizzazione
E poi: “Ella ha chiesto…Ella ha consegnato al protocollo…Tali Suoi scritti…Ella ha affisso…Ella ha pubblicamente ribadito… L’Ispettore ha evidenziato che……Gli addebiti… costituiscono gravi violazioni…”.
In ben tre pagine di contestazioni il cui primo punto (di 9) si riferisce alla presunta mancanza di compilazione del modulo di richiesta delle fotocopie……, al secondo punto spicca un passaggio, mai più ripreso, in due righe, DUE: “In data 23/2/2005, a seguito della rimozione disposta dal Dirigente scolastico, di tre delle predette fotocopie, affisse in aula 1^B, in aula 3^B e nel corridoio del primo piano, Ella ha consegnato al protocollo della scuola una <lettera aperta> dai forti toni polemici e diffamatori …” .
“A seguito della rimozione disposta”…… Punto !
Null’altro, se non un’algida, preconcetta affermazione di un potere
indiscutibile della gerarchia. Esattamente come a voler affermare
che questa è, deve essere, sarà, l’assoluta
normalità delle relazioni interne alle scuole…
I “Garanti”
(Roma - “Consiglio di
disciplina” – Composizione sindacale non proprio…favorevole… al professor
Tristano)
Dopo una prima audizione richiedono perfino (in quanto “garanti”, s’intende) un supplemento istruttorio, poi ci sarà una seconda audizione (e per bacco, non si può mica comminar pene così, a cuor leggero), infine, dopo debito consulto, “veduti…esaminati…ascoltato…constatato…udito… ritenuto…considerato…”, dunque alla “luce” di tutti gli atti, fuorché della illuminante rimozione delle responsabilità e del comportamento della preside, esprimono finalmente l’atteso parere : sospensione dello stipendio e dall’insegnamento per un mese!
Qui, addirittura, “il comportamento complessivo” di
Tristano, che non ha mai avuto neppure un avvertimento scritto in tanti anni
d’insegnamento, “si configura come abituale irregolarità di condotta”
e, per ironia della sorte e a contrasto
con la chiara presa di posizione dei suoi studenti (qui allegata), a
supporto della sanzione è rivendicato perfino “…il diritto dello studente ad una formazione aperta al pluralismo culturale e critica nella
valutazione dei fenomeni” (!!!)
Queste le indicazioni inviate al Dirigente Superiore di cui sopra, che esegue e “irroga la sanzione”.
Alla faccia dei “garanti”!!
Gianni Tristano
Facendo certamente torto alle sue molteplici e articolate motivazioni
lo “riassumiamo” in pochi stralci:
“…qui sta il
nocciolo di tutta la questione, la prof.
Tiziana Monti ha scientemente violato il lavoro didattico e
la libertà d’insegnamento di un docente dell’istituto. Di più: ha censurato non
solo l’opera del docente, ma anche l’attività discente degli studenti,
impegnati con passione a collegare lo studio della storia con l’impegno civile
e democratico, come peraltro facevano centinaia di migliaia di giovani in quei
giorni drammatici per Giuliana Sgrena e per il nostro paese.”
“…Con la“Lettera aperta” ho
chiesto alla Dirigente Scolastica il rispetto della libertà d’insegnamento e
dell’attività didattica svolta nelle classi I e III B, i cui studenti erano
rimasti scossi dall’intervento censorio.”
“…Nei miei scritti esprimo,
in modo anche polemico, il mio giudizio sulla vicenda ed in particolare su
quella che è una violazione della libertà d’insegnamento. Un giudizio, seppure
polemicamente espresso, non è diffamazione. Del resto, come docente e come
rappresentante sindacale, non potevo né volevo diffamare la scuola in cui
operavo o la Dirigente Scolastica; ma – sia ben chiaro – avevo il diritto di
criticare un intervento lesivo della libertà del docente, che riguardava non
solo me personalmente ma tutta la categoria.
Rivendico pertanto la mia azione anche sul piano sindacale.”
“…Respingo in maniera recisa
e assoluta ogni addebito di “difformità” dagli obblighi e dai doveri di
servizio e di contratto, in quanto non è mai stata
altra intenzione, quella mia, che di adempiere con passione morale e
intellettuale al mandato d’insegnante, in quanto niente mi è più estraneo che
offendere e diffamare persone e istituzioni, in quanto infine nulla è più
lontanamente concepibile, fuorché ai miopi, che fare di una preside il “bersaglio
privilegiato” quando il campo di battaglia per una scuola migliore è altrove.”